avete saggiamente sperperato il vostro tempo inPunti di vista...
Link palesemente inutili e, pertanto, essenzialiMusica Maestro!che passione!
'na schifezz'!
Felicemente pessimista dal '96 Sogni nel cassettofare il direttore d'orchestra, il palombaro, l'archeologo, il cantante lirico di opera buffa, aprire un locale in un posto tranquillo ma vitale, e dargli un bel taglio personale, l'attore della commedia dell'arte, il pianista, il professore universitario, il maestro alle elementari, il compositore, l'opinionista di calcio in tv, lavorare in radio in un programma tutto mio, fare il doppiatore cinematografico, l'astonauta, l'astrofisico, il poeta... nonchè, ovviamente, diventare faraone.
Akenapublien, faraone splendente del mondo ![]() suona bene non trovate? in ordine particolarmente sparso...
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Offese d'altri tempi! (rubrica in continuo aggiornamento)
meritevoli di essere mantenuti dallo stato e di vivere nel peripatoecco i superamici!
°inafferrabile come il vento, puntuale come una casalinga...per mia fortuna abbastanza vicino: claudio! °il valoroso walrus81! al secolo fulvio °E le godibilissime considerazioni del Signor Sette °Torre del pozzo punto net! coming soon... °pare proprio un tubo di stufa! Genio e toscanità in ottava rima! °Axteismo: si tagli la testa a Dio. No alla chiesa, No alle religioni. Sostieni anche tu il libero pensatore!![]() Lode al mostriciattolo, sorridente emblema dello spirito libero! In questo spazio l'alterita' e' considerata un valore. Et eunt homines admirari alta montium et ingentes fluctus maris et latissimos lapsus fluminum et oceani ambitum et giros siderum, et relinquunt se ipsos.
5 abitudini piuttosto strane....1. quando mi appresto a cenare in cucina spengo sempre e comnque la luce forte che pende sul tavolo, accendendo le tre più piccole e più fievoli, di contro sono capace di ingurgitare cibi o bevande a temperature che sfiorano la fusione del contenenitore stesso
2. non esco mai senza cappello e/o un copricapo. E dico mai 3. quando leggo libri li scarabocchio in modo vergognoso, e rigorosamente a penna, e disistimo chi non capisce (o inorridisce) di fronte a questa mia sana abitudine 4. scrocchio spessissimo e consapevolmente qualunque articolazione del mio corpo, provocando sinistri cigolii anche in solitudine 5. studio per ore infilato nella vasca da bagno, usando come poggia-libri un vassoio rovesciato, incastrato sopra la griglia porta shampoo. Io volentieri a coloro che sanno parlo, a coloro che non sanno mi nascondo
5 abitudini molto conformiste:1. mi piace il calcio, e lo seguo con piacere.
2. mi piace andare a cena fuori con gli amici, sperimentando trattorie e abboffate di buon cibo e buon vino... 3. mi piace la serata in un pub irlandese, intimo e con buona birra, 4. ... e magari a fine serata fuga dal cornettaro notturno, preferibilmente dal simpatico vecchio pasticcere di vicino foligno, che in 38 anni di permanenza all'urbe non ha minimamente perso l'accento d'origine... 5. mi piace l'estate sulla spiaggia pattugliare la battigia, chiacchierando con un amico fidato dei massimi sistemi del mondo, mentre si aguzzano gli occhi a caccia di topless... e poi segnalare con giochi di parole di bassa fattura l'individuazione o la mancata stessa. this is my cell!![]() figo vero? e ne ho proprio moltissimi! non riesco a stare senza... Mauro Repetto balla per questo blog!![]() che atroce pensiero... cadere dal divano?![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ma perchè drugo?Art.1: l'Italia è una dittatura oligarchica fondato sul potere.
Fra le altre cose... fra scioperataggine e saggezza
| I messaggi di Gennaio 200931 Gennaio 2009
Presa di coscienzaLa cosa che so fare meglio in vita mia è giocare a bigliardino. E probabilmente non sono neanche il più forte del mondo. 27 Gennaio 2009
Il giorno della memoria: per non dimenticare
La massima del giornoLa felicità è un cucciolo caldo. 25 Gennaio 2009
Massima del giornoNon sopporto che una donna non si innamori di me. Ancor meno sopporto che lo faccia. 22 Gennaio 2009
Accordone! Morini e Beasley perdio!
19 Gennaio 2009
La tarantella del GarganoIo sono un cacciatore di tarantelle del Gargano. 15 Gennaio 2009
Rassegna stampa, racconto personalo, pre e post, per i 15 minuti di gloria cui ciascuno ha diritto nella modernità (e io me li so' già giocati!)Fu vera gloria? Ed invece (per fortuna) arriva intorno alle 12:40. Una piccola digressione. La mia via è molto stretta, molto corta, ed il mio palazzo (assieme al circoletto evangelico in questione) chiude il lato corto dell’ipotetico rettangolo… quindi praticamente dalla mia finestra ho di fronte tutta la via… Attendi… Apro la finestra Attendi… Lo riconosco! Attendi… Alemanno si avvicina Il lettore musicale è pronto già da un pezzo, il brano caricato… Alemanno è a metà via… Troppo presto… attendi ancora… Le finestre sono spalancate… il codazzo di giornalisti gli si fa attorno, ma lui è inconfondibile… Eccolo! E’ proprio qui sotto… Play! Tempismo perfetto! Il magnifico coro dell’armata rossa si diffonde e si spande lungo la strada… poco più di un (lunghissimo) minuto… poi stacco e devo correre all’università, perché ho un importante ricevimento col professore… A quel punto, di ottimo umore, decido di restare in giro, la sera gioca la roma, e vado a studiare a casa di amici. Verso le sei di sera mi chiama mia madre: “Publio ma tu non sai che è successo!” Allarmatissimo immagino branchi di fascisti radunarsi sotto casa mia (con le sicure e pacifiche intenzioni di un confronto sereno e paritario). Ed invece no. Per strada ci sono i giornalisti, perché tante agenzie stampa hanno battuto la notizia (provate a digitare 'Alemanno inno' su google), e così (per) ora sono benevolmente ricercato. Un distinto signore abbastanza giovane gironzola da quelle parti, e ferma mia madre: “Signora, lei ha per caso idea di chi possa essere stato a mettere l’inno sovietico quest’oggi?” “Come mai vuole saperlo?” Risponde lei già ridacchiando “Bhe, perché vorrei intervistarlo!” mia madre ride e ride e ride “E’ mio figlio!” “Non posso crederci! Come sono stato fortunato! Mi dica tutto di lui!”. Ecco qui le prove della piccola impresa provocazione goliardata dadaista leninista. Un amico poco fa mi dice: “a pu ma non c’hai paura di rivolte di squadre fasciste?” e la mia risposta, anche se so che l'estrema destra rinnega alemanno, è stata: “Paura? Non è esatto, diciamo più precisamente che mi sto cagando addosso!” 13 Gennaio 2009
EMERGENZA!! PRODITORIA INVASIONE DI ALEMANNO NEI MIEI SPAZI: RESISTERE! RESISTERE! RESISTERE!Amici, romani, compatrioti e non: emergenza!
Cosa ne dite? Vale la pena di pigliarsi una sicura denuncia per uno sberleffo tanto godurioso? Ho bisogno di voi 12 Gennaio 2009
Storie della creazione: Dio, l’uomo, la donna e dintorniDio creò l’uomo. Poi creò la donna. Quindi si rese conto di aver esagerato, così creò l’autoerotismo. Dio creò l’uomo. Poi gli creò la donna. All’uomo piacque questo dono, così l’uomo inventò la masturbazione. [Variante da un vangelo apocrifo] Dio creò l’uomo. Egli era solo. Così Dio creò la donna. L’uomo si rivolse a Dio e gli disse: “Vabbhe dai, c’hai provato”. Dio creò l’uomo. Egli era felice. Poi creò la natura, le acque e i fiori. Egli era ancora più felice. Poi creò la donna, ma ella era infelice, così Dio creò il gossip. Dio creò l’uomo. Poi creò la donna. L’uomo amava grandemente la donna, la quale si rivolse a Dio, chiedendogli di smorzare questo eccessivo amore. Così Dio creò il calcio. La donna si rivolse a Dio: “Oh, sempre esagerato tu!”. Dio creò l’uomo. Poi creò la donna. La donna amava l’uomo, il quale amava il calcio. Dio si fermò a riflettere, quindi creò le scarpe. L’uomo amava il calcio. La donna amava le scarpe. Dio guardò l’uomo e la donna che si ignoravano. Così creò gli alcolici. Dio guardò le sue creature, e sbuffando disse: “Oh, son pur sempre i miei primi tentativi!” L’uomo amava il calcio. La donna amava le scarpe. Dio si fermò a riflettere, e creò così gli scarpini da calcio. La cosa non funzionò come si aspettava. Dio, dopo aver creato l’uomo e la donna, vide che la donna non si avvicinava all’uomo. Così creò il deodorante. Le cose cominciarono a migliorare. La donna e l’uomo vivevano felici, avevano ciascuno i propri spazi e i propri interessi. Allora il Signore contemplò questa armonia. Dopo qualche tempo si annoiò, e così creò i gioielli. L’uomo e la donna spesso avevano diverbio. Così Dio, importunato dal baccano terrestre, creò il pisolino pomeridiano. Durante il pisolino pomeridiano l’uomo e la donna rimanevano distanti. Fu così che Dio, nella sua infinita provvidenza, fece l’uomo caloroso e la donna freddolosa. L’uomo e la donna vivevano nel Paradiso Terrestre. L’uomo chiese alla donna l’amore. La donna inventò il mal di testa. L’uomo inventò l’ironia. Alla donna non piacque l’ironia, e scacciò grandemente l’uomo. L’uomo si guardò in uno stagno, e inventò l’autoironia. L’uomo bianco vide l’uomo nero, e si burlò di lui. L’uomo nero sorrise, ed uscì dai cespugli. L’uomo bianco inventò il complesso di inferiorità. Alla donna piacque molto il complesso, e ne creò molti altri. All’uomo non piacquero i complessi, e si ricordò di aver inventato l’ironia. Provò a spiegarla alla donna, ma la donna preferì i complessi. L’uomo provava noia sei giorni su sette. Così inventò la Champions league. L’uomo ancora provava noia cinque giorni su sette, così si rivolse a Dio. Dio gli diede la musica, e l’uomo ne cantò alte lodi. Alcuni uomini ancora provavano noia e si rivolsero a Dio. Dio gli diede la poesia. Gli uomini cantarono e scrissero grandi lodi al Signore. Taluni ancora provavano noia, e chiesero aiuto al Signore. Il signore gli dette la scultura e la pittura. Gli uomini scolpirono e dipinsero le magnifiche bellezze del creato. Alcuni uomini ancora provavano noia, così Dio gli dette altre nobilissime ed altissime arti. Alcuni uomini particolarmente sciocchi provavano ancora noia, ed importunarono nuovamente Dio. Dio seccato inventò il lavoro, e l’uomo uscì dal Paradiso Terrestre per non farvi mai più ritorno. solo un piccolo appuntoappunto 10 Gennaio 2009
Bollettino calcistico dei miei ultimi risultati in questo spezzone di campionatoWalter Benjamin – Publio: 4 – 1
Roland Barthes – Publio: 0 – 1 Publio – Michail Bachtin: 0 – 3 09 Gennaio 2009
Un tenero e putrido cuore. Sottotitolo: un giorno di ordinaria folliaOra devo proprio trascrivere questo giorno di ordinaria follia, ed essendomi svegliato verso le 11, ed essendo ora le 15:50 non si dovrebbe manco parlare di giorno… E già mi sento un verme, visto che sto andando a dare 55 euro a quella odiosa piscina, gestita da stronzi acidi e avidi di denaro… Esco e passo dalla mia cara nonnina. Un giorno farò un post su mia nonna, che è un genio a modo suo… ma è anche un genio del male… mentre fumo una sigaretta le racconto: Esco di casa che ancora mi girano le palle, quando BAM! Un ragazzo sui trent’anni, grassoccio e male in arnese mi ferma Ci salutiamo, giro l’angolo. Mi sento morire, non sono all’altezza della mia morale, perché il mondo non ti permette di essere all’altezza delle tue idee, ma io sono un vigliacco, e il mondo ti permette eccome di sentirti un viscido verme schifoso e rivoltante. Almeno se hai sensibilità perdio. Il sistema non la contempla, ma io ce l’ho, e mi tocca farci i conti. Appena voltato l’angolo metto mani al portafogli, tiro fuori cinque euro e torno indietro… lo raggiungo, glieli do, buona fortuna, scappo via subito, come un furfante, come un farabutto, come un malandrino che ha appena compiuto un misfatto. Torno alla metro e scendo di corsa le scale per tornare a casa… Esco a rivedere la luce ed eccola: quasi carina, cicciotta, occhi verdi, pettorina verde con scritto “Greenpeace”. Allargo le braccia sconsolato ed alzo gli occhi al cielo… “ciao, sei già socio vero?” mi si offre la possibilità di mentire ed andarmene dignitosamente. Rifiuto per dio. “senti, io non sono socio, ma scommettiamo che se ti racconto la mia giornata non mi chiedi più niente?”. “Senti, ascoltami: io non sono e non sarò mai capace di voltare la faccia ai questuanti, e non ho le palle per dare i miei soldi ad una organizzazione senza volto… per me sono importanti i visi e le parole, mi serve una persona davanti… tu sei più cazzuta di me e hai la forza di darli ad una entità che non ha gli occhi… è una questione di scelte e di forza…ognuno fa la sua. Ti prego, fammi andare a casa” Ed ora sono qui, e mi sento sporco come una merda, ho il portafogli gonfio, ho un senso di colpa che mi pesa come due sacchi di cemento, ho pagato un paio di pantaloni 75 euro perché li cercavo da tanto così, e però vedo il cicciottello che piange come un vitello, con i lacrimoni grossi che se fossero finti lui sarebbe meglio di Al Pacino. Insomma, una giornata di merda che contagia tutto. Perché quando gli stramboidi e i questuanti e i matti mi vengono vicino io non riesco a scacciarli normalmente? Forse sono uno stramboide mezzo matto pure io, e fra simili ci si capisce? Oppure parlando con loro, prendendomi le loro esperienze e dandogli le mie briciole posso sentire sulla pelle il loro barlume di riconoscenza? ed averne un misero colpevole e furtivo benessere? Eppure ho sperimentato, dandogli anche di più, che è peggio: perché non hanno il lusso nemmeno di provare sentimenti… perché sono abbrutiti, e tu non sei più una persona, diventi solo l’immagine che cammina da spolpare del loro prossimo pasto/dose/sbronza… E’ un mondo difficile, ed io mi sento un vaso di coccio che non vuole diventare un vaso di ferro, ma si vergogna delle sue crepe. Un periodaccio amici miei. 05 Gennaio 2009
Vieni a ballare in puglia puglia pugliaVieni a ballare in puglia puglia puglia Durante la realizzazione di queste vacanze nessun pugliese è stato maltrattato. Non solo, ma in realtà la puglia, con queste vacanze, non c’entra proprio un cazzo… anche se forse questo è un po’azzardato… potrebbe dirlo solo un osservatore disattento! Diciamo che c’entra un po’ di barese e molto, molto garganico… Perché voi non lo sapete, ma noi quattro (ovviamente io, matteo, gianlu e fra) siamo all’occorrenza originalissimi cantori di un paese vicino Carpino, e siamo i massimi esecutori di Tarantelle del Gargano di tutta torre del pozzo… (anche se non riusciamo a trovare un secondo giro di chitarra soddisfacente, anche se il cantante non ha la voce esattamente adatta, anche se gianluca suona le tarantelle coi bicordi da punkabbestia). Altro appunto per svoltare la vita: menu a 7 euro, carne arrosto e musica dal vivo. Te magni quello che c’è, ti senti quello che te suonamo, e non rompi li cojoni. Quando invece ti esce alla prima botta una brigante se more, senza averla manco mai provata prima, non c’è mai una cristina con la sua cazzo di macchinetta pronta a registrarci. Oggi la fotografia è inflazionata, sarete tutti d’accordo con me. Altro leit motiv: il muco. Tutta colpa di matteo, che è venuto qui tutto grondante germi, e me li ha inoculati di proposito, per farmeli esportare via Ferrovie dello Stato in tutta la bassa modenese, e di lì in Sardegna. Matteo l’untore. Gianluca il monatto (perché è unbreakable). Come dimenticare l’altro leit motiv: l’amore ovviamente. Cicli e ricicli. Certe cose tornano, certe se ne vanno, certe si credono perdute, e magari rispuntano nel modo più imprevedibile… L’amore è eterno? Certamente. Solo che gli stupidi quando lo pensano tale lo vedono senza capire il suo aspetto trasformazionale e nomade… già, le nostre culture europee hanno questa pecca: non sono a favore dell’itinerante, e cercano di stanziarlo quanto più possibile. Uomini o idee… gli itineranti sono sempre stati guardati male… teatranti, cialtroni da fiera, buffoni di corte, musici o artisti da strada, gente poco per bene o, al massimo, frati… insomma, piuttosto ai margini. Anche per questo il nostro anarchismo non sarà stanziale. Al proposito che se no mi scordo: L’importante è scherzarci su. Si parlava? Ah si, di puglia, d’amore e di altre sciocchezze. Ma c’è un altro filo rosso: il maiale. Ciao, mi chiamo Elsa ho vent’anni… Fra son subito corso a vederlo
“Marialuisa, prima che mi scordo, ti ho portato un regalo che ho preso apposta per te, lascia che te lo sistemi in macchina” (fra parentesi, nel frattempo di dietro, sullo specchietto tutti appiccicati, si può anche scrivere ‘non si scopa mai’ ed intonarlo con passione) “Always here… radio gaga…” “Ah bene! Del buon trash anni ’80!” “Ragazzi non potete capire quanto è stato difficile…” “E infatti non ci sei riuscito!” e volarono scarpe da montagna e morsi… Ma non è finita perché improvvisamente si leva un giro virile e… I Modena… che gran gruppo. Già… Modena… Ferrara… gli Estensi, il 1680, gli spifferi, Tasso, il freddo, il vin brulè (che a me mi fa un po’ cagare), una carriolata di lambrusco, i canetti, abbasso il tofu, i sorrisi gentili, l’affetto, le foto fotogeniche,“Ragazze se sentite un buonissimo profumo non preoccupatevi, sono io”, i discorsi attorno alla stufa, gli aneddoti, gli sguardi rubati che rotolano al piano di sopra lungo scale di legno che ti ghiacciano il culo, la cappa come risorsa di vita esistenziale, le stufette cinesi, e fu la notte Omo già fu, poi ombra nel deserto Avara sorte pietra il cor diserto. E corser l’acque ov’era arida terra, Ivi prigiona il vento; e fu la chiave |